IC TEZZE

Dirigenza

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Dirigente Scolastico: Prof. EMMANUELE ROCA

Il “Preside“, prima quasi primus inter pares, è stato trasformato in “Dirigente Scolastico” con l’autonomia scolastica concessa negli ultimi anni e ha ricevuto maggiori responsabilità e soprattutto una veste nuova.

La legge di Riforma della Scuola, Legge n. 107/2015, ha dato un nuovo impulso all’autonomia scolastica, proponendosi come finalità principale proprio la piena attuazione della medesima, come si legge al comma 1.
Per affermare il ruolo centrale della scuola nella società della conoscenza e innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento, per contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali, per prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica, in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale dei diversi gradi di istruzione, per realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, per garantire il diritto allo studio, le pari opportunità di successo formativo e di istruzione permanente dei cittadini, la presente legge dà piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, anche in relazione alla dotazione finanziaria”.
La detta legge si pone, dunque, in continuità con il DPR n. 275/99 “Regolamento recante norme in materia di Autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell’art.21, della legge 15 marzo 1999, n.59”, potenziando tuttavia quelle che sono le competenze del Dirigente Scolastico, modificando le competenze del Consiglio d’Istituto e del Collegio dei docenti relativamente alla stesura del Piano dell’Offerta Formativa (divenuto triennale – PTOF – e con contenuti nuovi non presenti nel vecchio POF annuale), e novellando il Comitato per la valutazione dei docenti.

Le competenze e i compiti del DS, descritte sinteticamente nel comma 78 della Legge n. 107/2015, proseguono nel solco tracciato dalla normativa previgente (Legge n. 59/97, dal D.L.vo  n. 59/98, dal DPR n. 275/99 e dal D.L.vo n. 165/01):
Il Dirigente Scolastico, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali e coerentemente al profilo di cui al D. l.gs. 165/01 Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche –  fermi restando i livelli unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio, garantisce un’efficace ed efficiente gestione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e materiali, nonché gli elementi comuni del sistema scolastico pubblico, assicurandone il buon andamento. A tale scopo, svolge compiti di direzione, gestione, organizzazione e coordinamento ed è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio secondo quanto previsto dall’articolo 25 del predetto decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 65, nonché della valorizzazione delle risorse umane”.
Pertanto, il Dirigente Scolastico, inquadrato nella dirigenza dello stato (Area V della Dirigenza), è  responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare il Dirigente Scolastico organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia ed è il titolare delle relazioni sindacali (D. L.vo n. 165/2001, art.25).

Il Dirigente controlla le risorse finanziarie concesse dallo Stato alla scuola a lui affidata, e deve fare periodicamente resoconto del bilancio al Consiglio d’Istituto. È sua la firma sotto ogni circolare o documento emesso dalla scuola, e di conseguenza è anche sua la responsabilità su ciò che i documenti dicono. 

Ai Dirigenti Scolastici spetta lo svolgimento di numerosi e peculiari incarichi aggiuntivi tra i quali la presidenza delle commissioni giudicatrici degli esami di stato del primo e del secondo ciclo, la presidenza di commissioni di concorso a cattedre, la reggenza di ulteriori istituti scolastici, la direzione delle attività connesse all’educazione degli adulti e alla terza area degli istituti professionali, la direzione di corsi di formazione per il personale.

Per i suddetti incarichi spettano al dirigente indennità aggiuntive, fatta eccezione per l’incarico di presidenza delle commissioni giudicatrici degli esami di stato del primo ciclo (ex esami di licenza media). Tale incarico, pur essendo obbligatorio e aggiuntivo, non comporta compensi né alcun rimborso spese.